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Vivara si arricchisce di due nuove specie di orchidee

Scoperte agli inizi di giugno passeggiando tra i sentieri dell’isolotto

 

 

Si tratta dell’Orchidea cimicina (Orchis cariophora) e della Serapide dai fiori piccoli (Serapias parviflor): la scoperta è stata fatta, agli inizi di giugno, da due attenti osservatori della Natura, membri di “Pro.Ci.D.A. Volontaria” associazione che svolge sull’isola servizio volontario di guardiania.

“ Da circa due anni la mia frequentazione dell’antico cratere è diventata più dotta” dice Davide Zeccolella, studente dell’Istituto Superiore di Procida “ e accanto al piacere di passeggiare in un ambiente meraviglioso si è affiancato quello dello studio della naturalità, patrimonio che Vivara ha il vanto di custodire gelosamente”.
Il primo lavoro sistematico e dettagliato “Flora e vegetazione delle isole di Procida e Vivara" condotto dal professore G. Caputo a cavallo tra il 1964 e 65 aveva censito sei specie di orchidee. Una delle due orchidee, la cimicina, era stata in realtà già osservata a Vivara vent’anni fa dal professore C. D’Antonio ma da allora non era stata più confermata la sua presenza fino ad oggi. La cimicina ha dimensioni che variano dai 10 ai 30 cm e cresce nei paesi del bacino del mediterraneo dal livello del mare fino ai mille metri d’altitudine. Il periodo della fioritura va da maggio a giugno.
Dice D’Antonio “In realtà l’ho sempre cercata quando in primavera andavo sull’isolotto e Davide sapeva di questa mia ricerca. Poi qualche settimana fa durante un giro di controllo Davide la vide e mi chiese se era la cimicina; lo invitai ad annusarla dicendogli che se odorava di vaniglia era lei… e così è stato!
“ La Serapide” aggiunge D’Antonio “ è stata trovata nei pressi della villa seicentesca. A Vivara nei mesi di aprile e maggio è abbastanza facile osservare orchidee del genere Serapias, che annovera sull’isola ben tre specie diverse”.
Le due orchidee vanno così ad aggiungersi ufficialmente alle altre sei specie di orchidee selvatiche già segnalate per la neo – Riserva Naturale. Una nota positiva la loro scoperta, che ancora una volta testimonia il grande patrimonio di biodiversità e l’alto valore naturalistico dell’isola di Vivara.
L’isola di Vivara:
Vivara ha un’estensione di circa 34 ettari ed è situata nel golfo di Napoli tra Ischia e Procida a cui è collegata da un ponte lungo poco più di 100 metri.
Dal 25 settembre 2002, con decreto ministeriale l’isolotto di Vivara è diventato Riserva Naturale dello Stato.

La flora è prevalentemente a macchia mediterranea ( in passato ha dominato la foresta di leccio) con la presenza di Euforbie arborescenti, di pochi lecci, corbezzoli, ginestre e cisti. Presente in un solo esemplare l’alloro, scarsa anche la presenza dell’edera.
L’orchidea, prima della recente scoperta, era presente in sei specie.

La fauna terrestre, a sua volta, è quella che abitualmente frequenta la macchia, come il biacco tra i rettili, l’occhiocotto, il verdone tra gli uccelli e tra il mammiferi il coniglio selvatico introdotto, a scopo venatorio, dai borboni circa due secoli fa.

 

http://www.wwf.it/campania/news/572004_9361.asp