Associazione PRO.CI.D.A.  Volontaria     081 - 8101250  

 

VIVARA OASI  PROTETTA  

Tra le molteplici attività della Protezione civile c’è anche quella di anticendio e sorveglianza dell’isolotto di Vivara, già Oasi di Protezione, ora e dal settembre del 2002 è Riserva Naturale di Stato. Tutti coloro che conoscono Vivara sanno che si accede da un ponte costruito per far passare il tubo dell’acquedotto, per fornire acqua all’isola di Ischia. il ponte non è mai stato collaudato né consegnato per il passaggio di persone. Ora il ponte è rischio: pare che uno o due piloni non toccano più il fondo e l’intera struttura si regge grazie al tubo portante l’acqua. Puntualmente e con turni precisi e rispettati, andiamo sull’isolotto, al di là del ponte a controllare che nessuno salga e a dare notizie circa la proprietà dell’isola, della sua destinazione futura a quei pochi che, oltre ad avventurarsi sino all’ingresso, chiedono perplessi, perché tale bene e “patrimonio dell’umanità” debba stare chiuso. Purtroppo è soprattutto il potere delle carte scritte (la burocrazia) che tarda un reale e utile usufruizione della Riserva. Sono trent’anni dalla prima volta che misi piede a Vivara. Ero ragazzo e con un’associazione protezionistica locale, l’Unione Trifoglio (già Centro Pro Natura Vivente) prendemmo in affidamento l’isola, con mandato da parte della Regione Campania la quale l’aveva affittata dall’Ente proprietario Albano Francescano. Le attività dell’epoca andavano dalla pulizia dei sentieri alle visite guidate, dalla guardiania alla pulizia e gestione delle case presenti nella parte sommitale dell’isola. Per anni le case (datate 1681) hanno ospitato acquari mediterranei, una singolare raccolta di tutti i molluschi conchigliati marini del Mediterraneo, al di là dei vari ricercatori (ornitologi, entomologi, mammologi, botanici, archeologi) che con piacere e alto rigore scientifico e di studio hanno frequentato l’isola. Ora questi edifici stanno per crollare: infiltrazioni d’acqua ne hanno rese instabili le fondamenta, i muri hanno interessanti colonie di muschi ed alghe (nonché licheni); porte di legno, vecchi utensili agricoli, finestre e persino le mattonelle di una cappellina del ‘700 sono stati distrutti o rubati. La natura sembra non essersi accorta di ciò: gli uccelli continuano a soggiornare, a passare durante i mesi primaverili ed autunnali (nonostante gli incalliti e squallidi cacciatori di frodo); i fiori fioriscono puntualmente secondo i loro ritmi, le orchidee ritornano ogni Primavera, così come gli innumerevoli cisti.

Firmato un amante dell'Isola

Si veda anche, PRO.CI.D.A. Volontaria e la salvaguardia dell'isoladi Vivara